Prezzo di riserva
Prezzo minimo riservato concordato dal venditore con la casa d'aste, al di sotto del quale il lotto non viene aggiudicato. In Francia non può superare la stima minima.
Il prezzo di riserva è l'importo minimo, concordato tra il venditore e la casa d'aste, al di sotto del quale il lotto non viene venduto. Resta riservato: gli offerenti non lo conoscono. Se le offerte si fermano prima di raggiungerlo, il lotto è dichiarato invenduto, si dice «ritirato».
In Francia il Codice di commercio disciplina la prassi: quando il bene è stato stimato, la riserva non può superare la stima minima pubblicata nel catalogo o annunciata pubblicamente. Fino a tale importo il banditore può offrire per conto del venditore; il venditore, invece, non può fare offerte sul proprio lotto. In altri Paesi le regole sono diverse: verifichi le condizioni della casa a cui affida l'orologio.
Perché conta:
- Per il venditore, la riserva protegge da un'aggiudicazione molto bassa in una giornata di scarsa affluenza. Troppo alta, porta a un invenduto, che può comportare spese e lasciare una traccia nelle banche dati dei risultati.
- Per l'acquirente, la stima minima dà un'idea della soglia, poiché in Francia la riserva non può superarla.
Come fissarla: partendo dalla quotazione dell'orologio e dai risultati recenti della stessa referenza, riportati al prezzo di aggiudicazione. Una riserva vicina al netto che offrirebbe un rivenditore è un riferimento prudente: al di sotto, conviene vendere in altro modo.
Esempio: un orologio stimato 8.000 a 12.000 € può avere una riserva di 8.000 € al massimo. Se le offerte si fermano a 7.500 €, non viene venduto; la casa può allora proporre una trattativa privata dopo l'asta.
Il nostro articolo vendere il proprio orologio all'asta illustra la negoziazione della riserva e della commissione.
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